La ciclicità della storia è un elemento condivisibile; quello che ritengo quasi diabolico è l’incapacità di trarre degli insegnamenti che possano evitare il ripetersi di errori catastrofici. È diabolico che in una società che ha a disposizione informazioni documentate su quello che accade nel mondo, non ci sia la volontà di opporsi, urlando il proprio dissenso davanti a situazioni palesemente ingiuste, crudeli, irrispettose della vita umana.

Mi riferisco chiaramente alle guerre che stanno annientando la popolazione del Medio Oriente, che sono ingaggiate con le motivazioni più diverse e a volte contrastanti, inneggiando alla necessità di difesa e protezione, alla guerra santa, all’espansione dei confini giustificata dalla Bibbia. L’attacco come presunta difesa, la guerra verso i civili per stanare i cattivi, motivazioni sussurrate nelle prime settimane, gridate poi impunemente. Ogni bambino ucciso, ogni singolo civile ammazzato crudelmente è una persona in meno che occupa uno spazio che qualcuno ha deciso di portar via, uno spazio preso con la forza, senza diritto, senza autorizzazione.

Non credo sia una questione politica decidere che sia giusto che qualcuno debba essere ucciso. Non comprendo come una persona che vede atti di violenza inaudita possa trovarne una qualche giustificazione. Non capisco come sia possibile che qualcuno possa considerare lecito poter trarre dei vantaggi dalla distruzione della vita di qualcun altro.

Identificare la destra come cattiva e la sinistra come buona è riduttivo, ma il razzismo permea profondamente la nostra società; il considerarsi superiori o migliori rispetto a persone che credono in un altro Dio è una costante che non accenna ad esaurirsi nonostante l’evoluzione culturale e l’alfabetizzazione del mondo occidentale.

Ieri girava un video sui social dove si osservavano alcuni ebrei ortodossi che pregavano in modo tradizionale presso l’aeroporto di Malpensa, prima di imbarcarsi per un volo. I passanti non ci badavano e camminavano oltre. La domanda è: se fossero stati dei musulmani ad inginocchiarsi verso la Mecca, ci sarebbe stato lo stesso atteggiamento sereno? Oppure molti occidentali avrebbero guardato con sospetto gli islamici pregare?

La propaganda seguita dopo il periodo degli attentati terroristici degli anni 2000 ha segnato profondamente la mente e i cuori degli occidentali, identificando nell’islamico la vera minaccia di colonizzazione culturale ed economica. La minaccia di violenza costante dei seguaci dell’Islam, secondo il luogo comune, intenzionati a distruggere l’infedele, ha creato lo stesso clima precedente alla demagogia antiebraica nei primi anni del 900.

Guardo all’Italia con estrema preoccupazione, disagio e disgusto; assisto ad una deriva del nostro governo verso una forma ideologica che fatico a credere sia espressione del popolo italiano.  Seppur da sempre votato al conservatorismo infarcito di retorica cattolica, quello italiano è un popolo accogliente riguardo a chi viene da altri paesi, un paese di migranti ed emigranti che ha saputo rinascere dalle proprie ceneri con lavoro e creatività. Un paese che ha sempre strizzato l’occhio agli Stati Uniti, ma saldamente europeo, un paese che ha guardato alla guerra con preoccupazione e pietà, non con desiderio di espansionismo o di mostrare muscoli che non ha mai avuto.

Come ci siamo finiti allora in una situazione di costante smantellamento di ogni tipologia di garanzia e diritto sancito dalla Costituzione, violata e calpestata settimanalmente? 

Ci è stato detto che non si possono più manifestare idee diverse da quelle ritenute giuste dal governo; le donne vengono ammazzate quotidianamente e vengono bloccati provvedimenti che ne tutelino l’equità di trattamento sociale ed economico (legge congedi parentali bloccata, legge sulla violenza sulle donne svuotata di senso, parità salariale lontana, stanziamenti per la salute femminile e per il sostegno alla cura, come i nidi, vengono pesantemente decurtati). 

Ci dicono che la giustizia deve essere assoggettata al potere politico, quando a scuola ci hanno insegnato la separazione dei poteri che era uno dei baluardi dello stato di diritto secondo la politica liberale, a proposito cito Montesquieu che diceva che il potere deve arrestare il potere per garantire la libertà politica, tolgono risorse a scuola e sanità pubblica per rendere privati due settori che da sempre sono stati garantiti in modo equo indipendentemente dal reddito, fanno liste di chi non è aderente al sistema, non possiamo dire Israele merda altrimenti veniamo denunciati…altro saprete aggiungere, io sono già sufficientemente demoralizzata a questo punto dell’elenco.

Tutto questo voglio rilevare che è un atteggiamento comune agli AMICI DI GIORGIA, un clan di delinquenti che governa alcuni stati e che viene accolto con baci e abbracci dalla prima presidente donna del nostro paese. (***definisci donna dal qualunquismo patriarcale = attenta alla vita, preservante nei confronti dell’ecologia, dei diritti di bambini e donne, attenta al welfare e all’inclusione… Sì, vabbè).

Provo a fare un elenco non sicuramente esaustivo che vi faccia capire con che razza di personaggi veniamo associati, per chiedervi ancora, per chiederci ancora se davvero ci vediamo anche noi vicini a certe idee, se ci sentiamo nel mood di Giorgia e se davvero Giorgia stia facendo non solo il bene della nazione, ma anche rappresentando quello che l’Italia è e vuole essere.

Qui vi elenco i capi di Stato peggiori che si possano rilevare, sovranisti che stanno attuando politiche similari a quelle di Giorgia e che stanno cancellando progressi sociali vecchi di lustri, stanno rendendo le loro popolazioni sempre più povere con la scusa del pareggio di bilancio, azzerando investimenti strutturali e cancellando il welfare, soggiogando la popolazione proprio grazie all’indigenza. Sono questi gli esempi che vogliamo?

GIORGIA E TRUMP – Trump definisce la Meloni una sua amica sempre pronta ad aiutare gli altri, come se si trattasse di dare una mano per un trasloco, comprare milioni di dollari in armi, accettare dazi assurdi e comprare il gas 4 volte più caro rispetto a quanto lo pagavamo a Putin. Certo che aiuta, aiuta per la sua parte ad evitare il default dello Stato americano. Giorgia ringrazia definendo Trump un grande statista sempre lucido, un uomo meritevole del premio Nobel, grazie al fatto che supporta il genocidio di innocenti, stupra ragazzine e mangia bambini, oltre ad invadere a suo piacimento altri stati dichiarandosi apertamente interessato a rubare le loro risorse energetiche visto che le sue non gli bastano.

Giorgia, per non essere maleducata, ha inoltre partecipato al vergognoso summit di pace organizzato da Trump per la ricostruzione della Palestina in barba alle direttive Onu.

GIORGIA E NETANYAHÙ. Cosa dire di questo essere, ricercato dalla Corte Penale Internazionale in qualità di criminale di guerra, criminale a capo di uno stato di criminali, se non che ha costruito un percorso che già dagli albori aveva come scopo primario quello di far risorgere il sopito sionismo per costruire il Grand Israel. Nato e cresciuto negli Usa, sostenuto da una lobby di finanzieri, incriminato per corruzione, abuso d’ufficio e frode, 

Negazionista della Shoah (Hitler per lui non voleva sterminare gli ebrei, solo allontanarli e mandarli in Madagascar), conferisce allo Stato di Israele un carattere giudaico, negandone la laicità. Riguardo alle operazioni militari in corso ritengo che la cronaca giornaliera parli da sola, oltre allo sterminio nella striscia di Gaza e in Cisgiordania, ha invaso il Libano portando avanti oltre alla distruzione e all’occupazione di Beirut anche di altre zone a sud del paese. Stessa sorte per la Siria e per il supporto alla guerra in Iran a fianco degli americani. Uno dei peggiori esemplari partoriti dalla storia e Giorgia che fa? Lo invita definendo l’Italia come amica di Israele, paese con il quale intrattiene importanti rapporti economici. Giorgia ha deciso sulla base di questa amicizia di collaborare con il Mossad (intelligence israeliana, per dirlo elegantemente, poi nei fatti dei banditi con lo scudetto dei bravi ragazzi) condividendo dati critici in ambito di cybersecurity e usufruendo dell’assistenza e della consulenza di criminali, collaborando nell’ambito della difesa e nei sistemi di manutenzione militare. Morale, speriamo non si arrabbino, altrimenti hanno la possibilità di spegnere l’interruttore e di lasciarci al buio, o, peggio, di usare le nostre informazioni più sensibili per scopi non nobili.

Digitando su Google  –  Meloni Netanyahu – troverete diverse foto di baci e abbracci, figlie di numerosi incontri tra i due, idem digitando – Salvini Netanyahu – a suggello di un importante e reciproco sostegno. Inutile che dica che tutto questo è vergognoso in considerazione di quanto perpetrato da uno Stato genocida e in considerazione del fatto che, come già indicato, l’illustre israeliano sarebbe anche un criminale penalmente giudicato dalla Corte Internazionale. Ma la domanda è come caxxo fai a farti toccare da gente con le mani insanguinate come questi?

GIORGIA E ORBÁN. Viktor Orbán, primo ministro dell’Ungheria e rappresentante del partito di estrema destra del suo paese, è da sempre sostenuto incondizionatamente da Trump nella sua indefessa crociata per portare il sovranismo agli estremi. A capo del paese dal2010 è un forte oppositore dell’immigrazione, euroscettico, ha limitato e ridotto la possibilità di espressione, la libertà di stampa e persino le libertà individuali, ha indebolito l’incidenza costituzionale e il potere giudiziario, favorevole alla pena di morte, ha favorito un’educazione conservatrice nelle scuole, abolito la famiglia monogenitoriale, vietato la registrazione del cambio di sesso, ponendo fine al riconoscimento legale delle persone transessuali e omosessuali. Un vero ispiratore per Giorgia, che proprio lo scorso ottobre l’invita a Palazzo Chigi per discutere di accordi bilaterali, e non contenta, lo scorso gennaio si dichiara sua sostenitrice alle prossime elezioni in Ungheria. Posizioni insostenibili verso un personaggio che in due decenni ha lavorato per una sistemica erosione dello stato di diritto e per una delegittimazione dell’Unione. Un uomo che in questi anni ha sempre favorito gli interessi del Cremlino, strizzando contemporaneamente l’occhio a Trump, Giorgia, devi scegliere o di qua o di là.

GIORGIA E MILEI. Javier Milei, presidente dell’Argentina, sembra un cantante folk, basettoni, atteggiamenti da divo da sagra di paese, un pagliaccio ultraliberista che ha come motto “stare male oggi per stare bene domani”. Per pareggiare il debito pubblico ha letteralmente affamato il suo popolo, cancellando stanziamenti per sanità, scuola, togliendo pensioni e sussidi, aumentando in modo spaventoso i poveri, fautore dello smantell

amento della presenza del settore pubblico, cancellando posti di lavoro e prevedendo la privatizzazione di ogni settore, paventa la dollarizzare l’economia, contrario ad aborto e eutanasia, favorevole al libero scambio di organi, negazionista riguardo al cambiamento climatico, ha recentemente acquistato 20 caccia militari e investito in armamenti per svariati milioni di dollari. Famoso per essere amico o presunto tale di Elon Musk al quale ha regalato una motosega, il video ha fatto il giro del mondo, il messaggio sarebbe quello di abbattere la burocrazia, loro lotta comune, anche se il messaggio si presta ad altre e non più simpatiche interpretazioni. Beh anche Javier identifica Giorgia come una sua cara amica e lei per ringraziare lo invita ad Atreju tra applausi e abbracci, lo elogia perché sta portando avanti una rivoluzione culturale, che ispirazione meravigliosa!

Può essere sufficiente? Non c’è molto da aggiungere credo