L’Università di Milano aderisce al progetto IUPALS, coordinato dalla CRUI insieme al Ministero degli Esteri e al Ministero dell’Università. L’obiettivo? Garantire borse di studio agli studenti palestinesi. Quest’anno, 38 ragazzi hanno vinto la borsa. Avrebbero dovuto iniziare a settembre, ma di loro non c’è traccia. Se non arriveranno entro fine febbraio, perderanno tutto: semestre e fondi.
I numeri della vergogna In tutta Italia, su 15.000 domande, 200 studenti hanno ottenuto la borsa. Eppure, quasi nessuno riesce ad arrivare qui. Manca un corridoio umanitario, mancano i visti, manca la volontà politica di farli uscire da Gaza.
L’appello Il Professor Antonio Giuseppe Violante (Unimi) ha lanciato oggi un appello accorato. Nonostante i contatti con la Farnesina e il consolato, le risposte non arrivano. È urgente fare qualcosa: il diritto allo studio e al futuro deve essere garantito, soprattutto a chi vive sotto le bombe. Il silenzio del Governo e delle istituzioni non è solo deprecabile: lede i diritti umani e tradisce un progetto che loro stessi hanno promosso. Sullo sfondo, l’inquietante sensazione che si voglia normalizzare l’annessione dei territori occupati, voltando le spalle alle vittime.
Cosa possiamo fare Nel suo profilo Instagram (lord_violante), il Prof. Violante ci invita a fare rumore contro questo scempio democratico. (Link al reel del Prof. Violante).
A questi ragazzi, che aspettano da mesi nelle tende, è stato detto: “Tenete il telefono vicino”. Quel telefono non squilla mai. Sono i nostri figli. E ogni figlio lasciato indietro è una sconfitta per tutti.
Non lasciamo che l’indifferenza ci permei. I voli umanitari non si sono fermati. Questi 38 ragazzi rimasti indietro devono essere aiutati: sono nostri figli, e ogni figlio che rimane indietro è figlio di tutti. È stato detto loro di tenere il telefono vicino, che avrebbero ricevuto una chiamata; sono mesi che aspettano nelle loro tende. Ognuno si appelli a ciò in cui crede: alla religione, alla democrazia, all’etica. Facciamo un gesto concreto che trasformi l’indignazione in azione, un gesto che non permetta all’impotenza di prendere il sopravvento. Ho copiato dal web alcuni indirizzi utili a cui inviare una mail: basta un copia-incolla di un testo preparato una volta sola. Pochi minuti di attenzione per un gesto concreto. Serve questo: esserci, fare presenza, per non farci travolgere da un’indifferenza che rende sempre più forti la violenza e la prevaricazione.
Esserci, ora.
Vi mettiamo, qui di seguito, un esempio di testo di email:
Oggetto: Appello per i 38 studenti di Gaza: a rischio il diritto allo studio
Onorevole Ministro,
Desidero sensibilizzare il Suo Ministero sulla drammatica situazione di 38 studenti di Gaza, vincitori di borsa di studio in Italia. Questi giovani attendono di partire da agosto. La scadenza è ormai imminente: se non arriveranno entro fine febbraio, le borse di studio decadranno, cancellando la loro unica speranza di futuro e istruzione.
L’Italia si è fatta promotrice di questo progetto ed è nostro dovere morale portarlo a termine, onorando il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione.
La preghiamo di attivare urgentemente la diplomazia e di intercedere presso le autorità israeliane per sbloccare i corridoi umanitari e permettere a questi studenti di raggiungere Milano e le altre sedi universitarie. Non lasciamo che la burocrazia o l’indifferenza spengano il loro futuro.
Cordiali saluti,[La tua firma]
CONTATTI UTILI
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FARNESINA
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Dulcis in fundo, Lei Anna Maria Bernini che come polimero ambulante ha dato degli inutili a degli studenti italiani, chissà cosa ne pensa di studenti di serie z come quelli palestinesi… Contatti:
- annamaria.bernini@senato.it
- https://twitter.com/BerniniAM
- https://www.facebook.com/berniniannamaria
- https://www.instagram.com/berniniannamaria/
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