Oggi 22 settembre l’Italia si mobilita finalmente per sostenere Gaza tramite uno sciopero nazionale che si sviluppa su diverse piazze con cortei e manifestazioni. Purtroppo a Milano sembra proprio che il detto “Piove Governo Ladro, sia più attuale che mai perché un nubifragio in mattinata non ha certo reso semplice la mobilitazione.
Ci è utile tuttavia per ricordare la posizione assolutamente miope, cinica del nostro governo che continua a non fare dichiarazioni chiare riguardo alla posizione rispetto alla guerra in Palestina.
Personalmente ritengo una vergogna dovermi muovere all’estero sapendo che il mio paese non prendendo posizioni nette di accusa di fatto sta prendendo la posizione di supporto e appoggio alla carneficina messa in atto da Israele.
Una guerra che sempre più sta mostrando i suoi connotati reali che non sono quelli di difesa dalle aggressioni di Hamass ma una razionale e crudele soluzione finale che porti allo sterminio della popolazione palestinese con l’approprio di territori che potrebbero diventare una miniera d’oro per lo stato ebraico e soprattutto per gli americani che in tutta questa storia ci sono dentro non per caso o per la difesa presunta del mondo occidentale, ma per essere presenti in territori strategici dal punto di vista militare economico e dello sfruttamento di risorse.
Trump ci ha abituato alle sue pagliacciate, e già mesi fa giravano sul web filmati creati con AI raffiguranti una nuova Miami, tutta palme e albergoni con lunghe spiagge piene di surfisti, il suo villaggio di plastica in Palestina. La verità detta per scherzo, quasi per provocazione, e oggi i fatti chiariscono che era tutt’altro che uno scherzo; gli israeliani avranno quello che dal 1906 è stato il loro obiettivo: ricostruire a casa di altri un mito.
Un mito perché il grande Israele non ha nessun fondamento storico è un rimando orale di favole, storie e tradizioni, che un popolo disperso per il mondo ha sempre cercato (con successo) di mantenere vivo per rimanere coeso, compatto, in attesa di riunirsi nel territorio delle origini. Un mito che dava speranza nei patimenti che nel corso dei secoli, il popolo ebraico ha dovuto subire. Dal Medioevo con l’emarginazione nei ghetti, i pogrom russi, la marginalizzazione sociale, fino al dramma dell’olocausto. Proprio questa narrazione ha permesso a questa comunità di non soccombere, anzi di raggiungere un notevole sviluppo economico, grazie alla scaltrezza, allo studio, ma anche alla mancanza di scrupoli.
In periodi storici dove il denaro era considerato un strumento di Satana o, nella migliore delle ipotesi un elemento volgare, gli ebrei lo hanno fatto muovere, investendendolo in attività disdicevoli per i cristiani, come il commercio, prestando denaro con il vizio dell’usura, accantonando merci per poi venderle nei momenti giusti a prezzi smodati, utilizzando la parsimonia, supportando i fratelli di sangue, contrabbandando e speculando, fino a lasciare il segno nel mondo della finanza con nomi illustri che tutti conosciamo senza bisogno di citarli.
La tenacia, l’errare per il mondo ha sviluppato nel popolo ebraico la convinzione che i racconti della Bibbia fossero le prove di un codice divino che li identifica come il popolo eletto, secondo la tradizione religiosa ebraica infatti, hanno stipulato un’alleanza (Patto) con Dio e sono i pionieri del monoteismo e della morale, individuati per portare avanti gli insegnamenti di Dio.
La Terra Promessa da Dio è la Palestina, la stessa che compare nelle storie dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe, che vi pongono le loro sedi di pastori nomadi; tale nel racconto dell’esodo degli Ebrei dall’Egitto e del loro ingresso nella Terra promessa, la quale coincide appunto con Canaan.
Tutte favole parabole che non sono confutate da ritrovamenti storici. Vi consiglio
https://www.youtube.com/watch?v=Bd_vkFz-798
Qui l’eminente Barbero racconta le fandonie che stanno giustificando agli occhi del mondo un genocidio. Ma noi non siamo nell’anno 1000, viviamo nel 2025 e abbiamo strumenti e opportunità di trovare la verità storica, politica e morale, per vivere con consapevolezza lo sfascio delle conquiste sociali che il nostro e il precedente secolo hanno portato con sé.
Uno degli slogan degli ebrei nel giorno della memoria era: per non dimenticare, per fare in modo che non accada più e invece accadde oggi a Gaza!
