Bordello (1562), Joachim Beuckelaer — Rijksmuseum, Amsterdam. Dominio pubblico.
La cronaca di questi giorni continua a offrire spunti di riflessione agghiaccianti. Ho deciso di unire i puntini sempre più fitti — una dot link che attraversa tre continenti e due temi già affrontati su queste pagine: gli Epstein Files e gli amici di Giorgia.
La grazia a Minetti: i fatti
La questione centrale è la grazia concessa a Nicole Minetti: condannata nel caso Ruby-bis per favoreggiamento della prostituzione assieme a Lele Mora ed Emilio Fede, e in un secondo processo per peculato e frode allo Stato, avendo utilizzato denaro pubblico per acquisti e regali personali durante il mandato da consigliera regionale. In tutto, 3 anni e 11 mesi di condanne, commutate in misure alternative al carcere, e mai effettivamente scontate.
Il Ministro Nordio ha avallato la richiesta motivandola con l’assistenza a un minore uruguaiano adottato dalla coppia. Mattarella ha firmato. Il decreto è stato reso pubblico con mesi di ritardo, lontano dal periodo referendario, scelta difficilmente casuale. È stato il Fatto Quotidiano a leggere gli atti e a far emergere l’inghippo. A quel punto Mattarella ha chiesto all’Interpol di effettuare verifiche: il Presidente della Repubblica che firma e poi chiede di verificare cosa ha firmato.
Per contestualizzare: Minetti è una figura che Berlusconi apprezzò rapidamente, invitandola alle feste brianzole e affidandole compiti organizzativi. Fu lei a essere mandata in questura nella notte del 27 maggio 2010 per prelevare Ruby Rubacuori, dopo che Berlusconi (allora Presidente del Consiglio, ndr) aveva telefonato, sostenendo falsamente che la ragazza fosse la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Successivamente, su richiesta di Berlusconi, Formigoni la candidò in una posizione blindata nella lista del PDL per il Consiglio Regionale lombardo. Rimase in carica dal 2010 al 2012.
Cipriani, il Ranch in Uruguay e i legami con Epstein
Nel frattempo Minetti incontra Giuseppe Cipriani, erede della famiglia che gestisce l’Harry’s Bar di Venezia e il relativo impero alberghiero. La coppia si stabilisce tra l’Italia e l’Uruguay, dove Cipriani possiede una villa-ranch a Punta del Este: appartata, distante da controlli stringenti, in un paese con funzionari storicamente esposti alla corruzione.
Come già accaduto con Epstein a Little Saint James, il ranch sarebbe diventato un luogo dove transitano personaggi importanti, lontano da occhi indiscreti. Le similitudini con il caso Epstein emergono con forza quando si inizia a vociferare che Minetti abbia continuato a mettere a frutto le proprie competenze organizzative in occasione delle feste del compagno.
Il collegamento diretto tra i due uomini è stato tracciato durante diMartedì dal giornalista Alberto Nerazzini: una fonte ha rivelato che Epstein avrebbe versato 800.000 sterline a Cipriani per l’apertura di un locale a Londra, ottenendo in cambio il 66% delle quote azionarie e diventando di fatto socio occulto. Cipriani ha dichiarato di non conoscerlo. La polizia uruguaiana sta indagando.
Il bambino adottato: le incongruenze
La motivazione ufficiale della grazia è l’assistenza al minore adottato. Le incongruenze si accumulano.
Minetti ha dichiarato che il bambino fosse orfano: non è vero. Si tratta di un ragazzo con una famiglia in difficoltà economica. La madre risulta scomparsa dal 14 aprile, quattro giorni dopo la pubblicazione dell’articolo del Fatto Quotidiano. Il bambino era ospite di una casa famiglia che Cipriani e Minetti frequentavano già prima dell’adozione, portando spesso i minori al ranch durante i weekend.
Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, nel 2021 il ragazzino sarebbe stato portato negli Stati Uniti per un intervento chirurgico — ma all’epoca la coppia non era ancora genitori adottivi. Come è stato possibile farlo espatriare? L’ipotesi avanzata è che i controlli antimmigrazione siano stati elusi tramite il jet privato della coppia, lo stesso che avrebbe trasportato ragazze alle feste del ranch.
Minetti sostiene che il San Raffaele di Milano e l’Ospedale di Padova avessero dichiarato di non essere attrezzati per quell’intervento. Non risulta tuttavia che si sia effettivamente messa in contatto con i medici delle due strutture, né che il ragazzo sia mai stato loro paziente. Una successiva valutazione medica indica peraltro che l’intervento sia a rischio di recidiva — motivo addotto per giustificare la necessità della presenza costante della madre. Una madre che i testimoni descrivono come poco presente, con il bambino prevalentemente affidato alla tata.
Nordio, Ranucci e la risposta della RAI
Il giornalista Sigfrido Ranucci, già vittima di un attentato qualche mese fa, e patron di Report, ha dichiarato a CartaBianca di stare approfondendo anche la posizione del Ministro Nordio, che secondo fonti non ancora verificate sarebbe stato ospite della residenza di Cipriani. La risposta è arrivata immediata: Nordio ha chiamato la trasmissione per smentire e minacciare querele.
Su sollecitazione della parlamentare FdI Augusta Montaruli, la RAI ha inviato a Ranucci un richiamo ufficiale, precisando che in caso di azione legale del Ministro le spese processuali non sarebbero a carico dell’azienda. Un messaggio di una chiarezza brutale.
Vale la pena ricordare chi è Augusta Montaruli: parlamentare FdI condannata per peculato dopo aver speso 25.000 euro di fondi pubblici in acquisti personali, tra cui vibratori e sex toys. Dopo la condanna ha mantenuto il seggio ed è stata promossa Vice Presidente della Commissione di Vigilanza RAI. La persona incaricata di vigilare sull’informazione pubblica.
Il sistema: quando i puntini diventano metodo
È chiaro che i puntini collegati non costituiscono prove di coinvolgimento penale diretto. Ma stridono, eccome, con la decisione di concedere la grazia. È stato lo stesso Cipriani, tra l’altro, a garantire per la “buona condotta” della Minetti negli ultimi anni. Lo stesso Cipriani che la polizia uruguaiana sta ora esaminando nei suoi rapporti con Epstein.
Tutte le informazioni qui riportate sono pubbliche e verificabili. Non sarebbero servite grandi indagini per porsele: sarebbe bastato leggere i fascicoli. Ma è sempre una certa stampa a doverlo fare, al posto di chi dovrebbe farlo d’ufficio.
Ed è qui che i puntini smettono di essere episodi isolati e diventano sistema. Non singole storie di corruzione o perversione del potere, ma un metodo replicato: usare i bambini come strumento di scambio, costruire fortezze lontane dai controlli, comprare silenzio e complicità. Lo stesso schema che emerge dagli Epstein Files.
Lo stesso schema che riemerge, e non è una deviazione dal tema, ma è la sua conferma, nelle notizie di questi giorni su Wojtyla: le coperture di abusi nella diocesi di Cracovia quando era ancora cardinale, la vicinanza a Maciel (fondatore dei Legionari di Cristo, riconosciuto colpevole di abusi su minori), la promozione del cardinale McCarrick nonostante le voci di pedofilia circolassero da anni. La Chiesa, massimo esponente dichiarato della moralità pubblica, applica lo stesso identico schema: proteggere l’istituzione, silenziare le vittime, promuovere i complici. Non è un caso isolato, è storicamente il metodo.
Il filo che unisce tutto non è il complottismo. È la consapevolezza che si tratta di un sistema globale, trasversale ai poteri, politico, finanziario, religioso, che si regge sul silenzio di chi sa e sull’intontimento di chi non vuole sapere.
La teoria dei bisogni di Maslow ha raggiunto il suo apice distorto: creare necessità e bisogni indotti è diventato il vero strumento di controllo sociale. Mentre il cittadino lavora per inseguire l’ennesimo status, le stesse élite operano indisturbate. Non è politica, è sopravvivenza. Uniamoci.
