Accade oggi a Gaza

17 SETTEMBRE 2025

La seconda fa se dell’offensiva israeliana a Gaza iniziata il 15 settembre ha aumentato la sua penetrazione sul territorio della striscia e la sua recrudescenza sulla città di Gaza; la “soluzione definitiva” procedere con un importante dispiego di mezzi via terra aria e mare. La resistenza (volutamente non lo chiamo terrorismo) da parte dei combattenti di Hamas è ridotta allo strenuo con mille forse duemila combattenti che sono ancora arroccati in Gaza City e che potrebbero confondersi con i civili, oltre 400 mila, in fuga. Gli ultimi 22 ostaggi israeliani potrebbero essere utilizzati come scudo umano e il rischio che la loro vita sia a grave rischio e sempre più pressante.

Circa 400.000 palestinesi hanno finora evacuato Gaza City verso altre aree della Striscia. Lo conferma l’Idf in una stima riportata il Times of Israel, sottolineando che circa un milione di palestinesi risiedevano nella città prima che l’esercito israeliano iniziasse la grande offensiva nella zona. L’esercito israeliano annuncia di aver conquistato circa il 40% della capitale e principale roccaforte di Hamas, ma ammette che la piena occupazione richiederà mesi. “Non ci poniamo scadenze”, dichiarano i vertici militari. Intanto, circa 370 mila persone hanno abbandonato la città. Nelle zone ancora non sotto controllo restano tra i duemila e i tremila combattenti di Hamas, che potrebbero tentare di confondersi con la massa dei civili in fuga da Gaza City. Secondo un portavoce delle Forze di Difesa israeliane, l’operazione sarà lunga e complessa prima di giungere al dominio sull’intero centro urbano.

https://tg24.sky.it/mondo/2025/09/17/guerra-israele-palestina-gaza-17-settembre-diretta

Ma cosa succede nel frattempo nel perimetro attorno ad Israele, cosa succede nella prossimità geopolitica dell’assedio?

  • Netanyahu con un delirio di onnipotenza giustifica gli attacchi al Qatar sostenendo che lo stesso sta finanziano Hamas e quindi la sua aggressione è assolutamente legittima. Da Doha per Israele arrivano cattive notizie. Il blitz ordinato per annientare i vertici politici di Hamas ora viene descritto apertamente come un «fallimento» dai media israeliani. Il portale Ynet ieri riportava che non solo non sarebbe rimasto ucciso nessuno dei leader di Hamas riuniti in Qatar, ma l’intelligence israeliana avrebbe commesso un errore molto grave. I leader del movimento islamico erano infatti riuniti in un altro edificio, vicino ma non in quello preso di mira. Da parte sua Netanyahu non fa un passo indietro, anzi rincara la dose di fronte alle critiche. Il Qatar continua a ricevere messaggi di solidarietà e sostegno da ogni parte del mondo, anche dal leader ungherese Orban, stretto alleato di Netanyahu, e si prepara a ospitare domani, non più oggi, il vertice di emergenza dell’Organizzazione per la cooperazione islamica e della Lega araba per formulare una risposta unitaria all’attacco israeliano. Si prevede un’ampia partecipazione al vertice. A Tel Aviv è invece volato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che discuterà in Israele delle priorità statunitensi a Gaza e di questioni relative alla sicurezza in Medio Oriente, ossia il coordinamento militare tra Israele e Usa.
  • Congiuntamente in Siria un rapporto della ONG Human Rights Watch (HRW) accusa Israele di aver sfollato con la forza la popolazione nelle aree della Siria meridionale dove l’esercito dello Stato ebraico ha preso il controllo, demolendo le case e impedendo alla popolazione di accedere ai terreni agricoli nelle aree in cui vengono costruite installazioni militari. https://www.laregione.ch/estero/estero/1868583/israele-accusa-human-siria-crimini-guerra-watch-rights
  • In Egitto Farag ha ricordato che il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, nel 2015, chiese alla Lega araba di «formare una forza in stile Nato». Quell’idea potrebbe essere ripresa con l’obiettivo di proteggere i Paesi arabi. Dieci anni fa la “Nato araba” venne concepita contro l’Iran. Ora, con Netanyahu che lancia i cacciabombardieri fino a duemila chilometri di distanza per imporre le sue condizioni all’intera regione, l’alleanza si profilerebbe anche come un muro di fronte a Israele. Sul modello Nato, in caso di attacco a uno dei paesi membri, la forza si mobiliterebbe per difenderlo. «Ci auguriamo che la formazione di una forza araba congiunta venga approvata. L’aggressione israeliana contro il Qatar ha rivelato quanto sia importante. La speranza dell’Egitto e degli arabi risiede nell’unità e nel non fare affidamento sugli Stati Uniti o su qualsiasi altra potenza», ha affermato Farag, che poi ha ammonito Israele dal tentare di colpire le organizzazioni palestinesi in territorio egiziano.

https://ilmanifesto.it/legitto-vuole-una-nato-araba-stavolta-contro-i-raid-israeliani

Nota: © immagine Reuters.