Il governo Netanyahu continua a bombardare massicciamente Gaza City, lo Yemen e roccaforti di Hezbollah in Libano, e insiste sull’evacuazione dei palestinesi da Gaza varando un piano di “emigrazione volontaria” mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu condanna con fermezza l’attacco contro i negoziatori di Hamas a Doha. In partenza da Augusta 18 barche della Flotilla per Gaza.
Le folli manovre di Israele continuano veloci fino al raggiungimento dell’obiettivo finale, parole che risuonano davvero funeste e che rimandano ad altre ben note forme di eliminazione di massa.
Il progetto del Grande Israele procede svelto, alcuni militari dell’IDF sono stati fotografati con una patch sulla divisa raffigurante i nuovi confini dello stato di Israele, ben lontani da quelli attuali: comprendono, tra l’altro, il Sinai e la costa che affaccia il Mar Rosso (attualmente territorio egiziano), a Siria parte sud dell’Iraq, del Libano… Il concetto di “Grande Israele” si riferisce a un’espansione che va oltre i confini attuali e ha una valenza politica e ideologica, legata a un’interpretazione di confini storici o religiosi, ma non a una conquista territoriale effettivamente realizzata o unificata sotto un unico Stato
La rilettura della Bibbia in chiave opportunistica, la rilettura della storia con la stessa modalità sono parte fondante di un’ideologia folle che ha armato non solo lo stato sionista, ma che è diventata la ghiotta opportunità per gli USA di mettere le mani su una parte del mondo estremamente strategica.
Il canale di Suez, il controllo delle rotte commerciali del Mar Rosso, i giacimenti petroliferi, l’egemonia su una parte del mondo arabo, rimetterebbe finalmente in chiaro chi comanda il mondo, chi ha veramente i super poteri e Supertrump (non me ne vogliano i famosi musicisti) non vede l’ora di lasciare il mondo degli umani per essere ricordato come l’ultimo degli dei pagani.
Le cronache attuali sembrano concentrare questo folle disegno negli ultimi mesi, in realtà già nel 2017, in un report dell’ONU si leggeva che Israele ha colonizzato ampi territori fertili palestinesi sottraendoli con la forza ai legittimi proprietari, privando il popolo palestinese di beni fondamentali e isolandoli da altre Regioni di confine. E chi si opponeva a lasciare le proprie case si vedeva abbattere il proprio bene.
La religione gira sempre, la bibbia il nuovo testo sulla quale fare scelte geopolitiche fondanti, tutto ritorna la storia come una parabola che si dimentica, forse si studia poco. Gli echi della follia Hitleriana che voleva costruire “La Grande Germania” che avrebbe dovuto includere tutte le popolazioni di lingua e cultura tedesca e mirava alla salvaguardia della presunta razza ariana, con l’obiettivo finale di stabilire la supremazia della razza superiore germanica. Ecco proprio come il popolo eletto di Israel.
La narrazione non cambia e non comprendo, davvero non riesco a capire come è possibile che un popolo che ha sofferto persecuzioni in ogni dove possa mettere in atto tanta barbarie.
La determinazione con la quale gli ebrei di tutto il mondo hanno mantenuto la loro cultura e tradizioni, resistito a pogrom, persecuzioni, stermini in ogni epoca, perseguitati da luoghi comuni e da stereotipi, forse spiega la determinazione nel raggiungere finalmente la creazione del regno che da sempre il mondo gli ha negato? La rivincita finale sugli infedeli, sui cristiani che hanno usurpato la lora terra e che in tempi antichi i hanno dispersi? La possibilità finalmente di rinascere?
Chissà mai che il figlio di Dio che aspettano non stia per nascere in una delle fattorie dei loro coloni usurpatori, chissà che quel Cristo che non hanno mai riconosciuto stia davvero per nascere, il loro Cristo quello vero non quello dei cristiani, chissà che non sia già tra loro e che non stesse davvero aspettando il regno giusto per accoglierlo. Che disdetta che tutto questo sogno romantico sia finanziato dal meno romantico, ma altrettanto folle disegno iper capitalista di Trump.
Si perché anche lui vive in un passato antico, dove la retorica capitalista si ripete: populismo comunicativo, protezionismo, colonialismo mascherato da supporto alla causa della stabilità politica, guerre inventate per far ripartire un ‘economia non solo stagnante, ma con il reale rischio di default. Potremmo andare avanti con il liberismo insano, con una nuova forma di maccartismo, condendo con la nuova parabola energetica. Ma il risultato bieco non cambia, ha solo una forma nuova, volgare che è quella di non tentare nemmeno di nascondere la faccia. L’arroganza comanda, l’esibizione dei muscoli veri o presunti, la completa distruzione di diritti acquisiti lo sfottò verso le istituzioni nazionali e sovranazionali. Lo sfacelo della democrazia.
L’uomo comune in tutto questo? Il mondo non è spaccato, poca brava gente ci mette la faccia e il cuore manifesta, anche se poi spesso continua a bersi la Coca cola, qualcuno ha paura e sta zitto, molti altri nel dubbio stanno comunque zitti, poi molti, moltissimi hanno finalmente la possibilità di vedere un po’ della violenza ancestrale che non riescono più a manifestare, finalmente sangue, finalmente guerra, finalmente spazio per rubare qualcosa a qualcuno che per qualche motivo irrazionale gli sta sul cazzo.
Non c’è ottimismo in questa visione, non può esserci quando persino il vicino di casa che non ha niente da perdere ti dice che vabbè alla fine Israele si sta difendendo, quando l’acculturato vicino di scrivania se ne frega perché tanto l’America vince sempre e cosa vuoi che facciamo noi piccoli europei, tutti che dicono …”poi tanto…”. Tanto che? Tanto di tutto quello che i nostri recenti antenati lo stiamo spazzando via con i proiettili dei droni, con la stupidità e l’ignoranza, i droni, io pensavo servissero per fare foto dall’alto, per far divertire i ragazzini.
…Tanto?
Tanto cosa? Se vi piacciono i numeri, ne potrete trovare tanti nel web, coi numeri non sono brava, ma sono numeri brutti che sintetizzano questo schifo di mondo. Eccovi un po’ di numeri.
- L’Università di Tel Aviv ha condotto un’indagine completa e su larga scala nell’ambito del suo progetto in corso Israel National Election Studies. In quello studio, ai partecipanti è stato chiesto se sarebbero favorevoli a una soluzione per Gaza che includa il trasferimento della popolazione in uno o più paesi. Tra gli intervistati ebrei, i favorevoli erano il 53%, mentre tra l’intera popolazione israeliana – compresi i cittadini arabi – erano il 45%. Ergo più degli Ebrei vuole liberarsi dei palestinesi ai quali hanno brutalmente rubato la terra? Le manifestazioni degli ebrei in Israele NON SONO CONTRO IL GENOCIDIO ma per la liberazione dei loro ostaggi. Ricordate che il loro governo è sostenuto e le voci fuori dal coro sono percentualmente più basse della maggioranza sionista.
https://www.assopacepalestina.org/2025/06/05/quellallarmante-sondaggio-secondo-cui-l82-degli-israeliani-e-favorevole-allespulsione-degli-abitanti-di-gaza-e-sbagliato/ - L’Unione Europea si è impegnata ad acquistare prodotti energetici statunitensi, tra cui gas naturale liquefatto, petrolio ed energia nucleare, per un valore totale di 750 miliardi di dollari nei prossimi tre anni (2025-2027), con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal gas russo e rafforzare i legami con i fornitori occidentali. Oltre ai dazi e agli balzelli sgradevoli che la Von Der Lyen si è premurata di regalarci per la collezione autunno – inverno 25 – 26.
– Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Ufficio Stampa del Governo di Gaza hanno mostrato che almeno 20.000 bambini – circa il 2% della popolazione infantile di Gaza – sono stati uccisi dall’ottobre 2023. Almeno 1009 dei bambini uccisi avevano meno di un anno, e quasi la metà (450) di questi neonati è nata durate la guerra e a causa di essa è stata uccisa. Almeno 42.011 bambini sono rimasti feriti, secondo il Ministero della Salute, mentre il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità segnala almeno 21.000 bambini rimasti invalidi a vita. Migliaia di altri sono dispersi o presumibilmente sepolti sotto le macerie.
https://www.savethechildren.it/press/gaza-save-children-20000-bambini-uccisi-23-mesi-di-guerra-piu-di-uno-ogni-ora - Lo studio stima che le emissioni totali collegate direttamente alla guerra arrivino a quasi 1,9 milioni di tonnellate di CO2. Le emissioni calcolate su 15 mesi di guerra, vale a dire da ottobre 2023 a gennaio 2025, superano le emissioni annuali di 36 Paesi. Se a queste si aggiunge l’impronta di carbonio causata dalla costruzione dei tunnel di Hamas e dalla barriera difensiva anti terrorismo “muro di ferro” di Israele, il valore supera la quota annuale dei 41 Paesi del mondo ultimi in classifica per emissioni di CO2. Inoltre, l’impronta di carbonio che deriverebbe dalla ricostruzione di Gaza e degli edifici distrutti in Libano da Israele equivale quasi la quota di emissioni annuali di CO2 della Croazia. https://www.rinnovabili.it/clima-e- ambiente/impronta-carbonio-gaza-guerra/
