L’accordo di cessate il fuoco mediato da Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia dovrebbe attuare la prima fase del piano di pace per Gaza in 20 punti di Trump. Secondo i termini dell’accordo, Hamas avrebbe dovuto rilasciare tutti i 48 ostaggi rimasti in suo possesso, 20 dei quali vivi, entro tre giorni dall’entrata in vigore della tregua, il 10 ottobre scorso. Gli ostaggi viventi siano stati liberati, Hamas ha restituito solo 15 corpi, mentre altri 13 mancano ancora all’appello. Le autorità israeliane ritengono che Hamas stia deliberatamente ritardando la restituzione dei resti degli ostaggi. Certamente questa affermazione è strumentalizzata dalle vere mire del governo israeliano che non ha nessuna intenzione di arrestare il suo processo di invasione dei territori palestinesi.

Il capo negoziatore di Hamas, Khalil al-Hayya, ha affermato che il gruppo ha consegnato tutti gli ostaggi che ha potuto individuare e che i corpi mancanti potevano essere identificati solo da membri dell’organizzazione morti in guerra. Egitto e Turchia si sono offerti di contribuire alle ricerche inviando nella Striscia squadre specializzate per aiutare nell’identificazione. Tutti gli ostaggi morti a Gaza facevano parte delle 251 persone rapite durante l’attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023, durante il quale furono uccise circa altre 1100 persone. Israele ha risposto lanciando una campagna militare sulla Striscia durante la quale sono state uccise almeno 68mila persone, la maggior parte delle quali donne e bambini. Oggettivamente chiunque può capire che un corpo potenzialmente deceduto due anni fa difficilmente può essere stato conservato in condizioni adeguate durante la guerra e gli assedi.

Ecco perché dico che ci siamo cascati di nuovo: la pace proposta era solo una delle tante pagliacciate di Trump e la crudele coerenza di Netanyahu è inarrestabile. Lui stesso ha infatti annunciato la decisione di ampliare il territorio sotto controllo israeliano oltre il 53% della Striscia che le IDF controllano attualmente.

La pace probabilmente serviva più agli USA per far tacere le voci di piazza, perché si sa, pronunciare la parolina arcobaleno serve di per sé a calmare non solo le voci, ma anche gli animi, quietare le coscienze fermare i fiumi di persone in strada.

Giusto fermare…perché ci siamo fermati tutti? Abbiamo permesso ai nostri cuori di prendere fiato dalle barbarie, non avete notato che non passano più le immagini di bambini affamati e piangenti? Tutto finito? Nemmeno per idea.

L’esercito israeliano ha annunciato che un soldato è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Rafah martedì. Prima che la fonte degli spari potesse essere confermata, Netanyahu ha attribuito la colpa ad Hamas e ha dato ordine all’esercito di lanciare “attacchi potenti” su Gaza. La ripresa dei bombardamenti israeliani ha ucciso oltre 100 persone, 46 delle quali bambini e 20 donne, secondo quanto dichiarato mercoledì dal Ministero della Salute di Gaza.

Hamas ha rilasciato una dichiarazione affermando di non avere nulla a che fare con l’incidente e di rimanere pienamente impegnata a rispettare l’accordo di cessate il fuoco in tutte le aree. Ciononostante, l’esercito israeliano ha effettuato gli attacchi in diverse località di Gaza.

Israele ha massacrato 200 persone innocenti dall’inizio del presunto cessate il fuoco quindi è chiaro che non c’è interesse da parte del governo genocida di arrestare il suo progetto di creazione del Grande Israele e anche di questo non si fa più menzione.

La mia impressione è che sia calato un velo soporifero, colorato arcobaleno, sia sulla stampa che sull’opinione pubblica. Le forze parlamentari hanno interrotto cortei e proclami, solo poche voci rimangono attive e anche le piazze sembrano stanche. Capisco che la continua resistenza è un’attività faticosa, ma cedere di nuovo al marketing dell’informazione non deve essere il nostro destino imminente. Non possiamo farci fagocitare dalla retorica di Trump, non è per esseri pensanti, le azioni poste in essere sono goffe e palesemente finte. Trump sta aspettando solo il momento giusto per mettere le mani su Gaza e trasformarla in una Disneyland che sotto la carta pesta nasconderà il controllo strategico di quell’area geografica, ponte tra mondo arabo e Europa, che gli permetterà di sfruttare giacimenti petroliferi che dovrebbero essere di appannaggio palestinese, liberarsi di una popolazione ostile.

Gli Americani ci avevano provato anche con l’Iran ma non gli era andata così bene. Gli ebrei sono potenti e non sono certa che accetteranno di farsi comandare a bacchetta, pur dimostrando riconoscenza a chi gli ha armato il braccio.

Lo scenario che ci propongono è come sempre diverso dalle reali intenzioni degli attori coinvolti e quindi insistiamo sulla necessità di andare oltre a quello che ci propinano già preconfezionato, consultando fonti diverse dalle prime tre righe “sponsorizzate” da Google che, volendo aprire l’ultima doverosa parentesi, mi sembra brutalmente ammaestrato alla logica comune, benpensante e borghese, ma questo sarà fonte di altro approfondimento.

Per ora direi di NON DIMENTICARCI DI CHI CONTINUA A MORIRE E SOFFRIRE, organizziamoci e continuiamo a manifestare il nostro dissenso, la flotilla adesso siamo noi e dobbiamo continuare a navigare verso la pace, la giustizia e la libertà, non solo del popolo palestinese, ma anche nostre.

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/gaza-bombe-sulla-tregua-221622

https://www.invictapalestina.org/archives/58966

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-11/hamas-restituisce-tre-corpi-di-ostaggi-detenuti.html