Quest’oggi propongo alcuni spunti di riflessione legati da un filo comune che il mainstream mediatico camuffa, imbelletta o semplicemente tace. Abbiamo la certezza che l’unica via di salvezza sia uscire dal confortevole sistema che ci propone informazioni già masticate e digerite, che ci dicono cosa comprare, cosa mangiare, come essere e, soprattutto, come pensare.
La serie “Gli amici di Giorgia” prosegue con nuove puntate che non vorrei che vi perdeste. Il giorno di Pasqua, Giorgia si è recata in Arabia Saudita per “baciare la pantofola” di emiri, sceicchi e principi ereditari del Medio Oriente. La motivazione ufficiale? Sbloccare la crisi energetica. Le impietose foto e l’inutile reel, registrato in auto tra un trasferimento e l’altro, rivelano il vero fallimento di Meloni, costretta a implorare i padroni del gas e del petrolio. Da loro ormai dipendiamo quasi totalmente a causa di una politica energetica negazionista e regressiva, priva di visione o di una reale apertura alle fonti rinnovabili.
Questo viaggio improvviso è il “mancato commento” a un’agenzia ANSA di pochi giorni fa, secondo la quale Londra – dopo le sollecitazioni pubbliche di Trump – ha annunciato un piano a sei (Regno Unito, Italia, Francia, Olanda e Giappone) per la riapertura dello stretto di Hormuz. È evidente che un intervento in una guerra illegale, come quella scatenata da Trump e Netanyahu contro l’Iran, corrisponderebbe a una piena compartecipazione del governo italiano.
In un post su Instagram del 3 aprile, dopo l’ultimatum lanciato all’Iran, Trump ha affermato:
“Tuesday will be Power Plant Day, and Bridge Day, all wrapped up in one, in Iran. There will be nothing like it!!!!! Open the Fuckin’ Strait, you fucking bastard, or you’ll be living in Hell – JUST WATCH! Praise be to Allah. President Donald J. Trump”.
La traduzione suona più o meno così: “Aprite quel cazzo di stretto, bastardi, o vedrete l’inferno”. Parole di un capo di Stato, il più importante dell’Occidente.
Dalle fonti inglesi apprendiamo quindi che l’Italia sta fornendo appoggio a una guerra che serve solo alle finanze di Trump. Non ha senso per il popolo italiano, né per quello iraniano, poiché non sarà certo il veicolo per ripristinare i diritti civili; al contrario, aumenterà la repressione dei dissidenti e, in uno stato di guerra, autorizzerà azioni violente che resteranno impunite e oscurate dai media.
Negli USA la dipingono come una “guerra santa”, una nuova crociata. È possibile che nel 2026 si creda ancora a queste bestialità? La nostra Presidente del Consiglio dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, e gli italiani la guerra non la vogliono. Non vogliamo il massacro di persone innocenti.
Ricordo inoltre che Meloni ha supportato un criminale ed è per questo indagata per favoreggiamento e peculato. Ha favorito la fuga, con un volo di Stato pagato dai contribuenti, del generale libico Osema Almasri, condannato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità (torture, stupri e omicidi nel carcere di Mittiga). Almasri era stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, ma la Corte d’Appello di Roma ha annullato l’arresto per “vizi procedurali”. Successivamente è stato espulso e rimpatriato in Libia, dove il regime lo protegge. Parliamo degli “amici di Giorgia” con cui sono stati stretti accordi per il gas pur di evitare Putin. Un regime con il quale esistono accordi fumosi sull’immigrazione che, più che rimpatriare, sembrano lasciar morire i migranti in mare.
Meloni si dimostra ambigua: durante il governo Renzi supportava la Palestina, ma dopo il massacro a Gaza e in Cisgiordania (quasi 100.000 vittime, l’80% civili) non ha pronunciato una parola di accusa, né la parola “genocidio”. Ha invece promulgato un DDL contro l’antisemitismo che somiglia a un bavaglio per impedire il dissenso verso lo Stato di Israele.
È una politica dei “due forni”: fa dimettere personaggi imbarazzanti per poi farli rientrare dalla porta di servizio.
- Santanchè: dimessa da Ministro, ma ancora parlamentare con relativo stipendio, benefit e, soprattutto, l’immunità che le evita il giudizio per truffa aggravata all’INPS, falso in bilancio e bancarotta.
- Gasparri: dimesso da capogruppo, è diventato Presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato. Altra poltrona, altri rimborsi spese.
- Giusi Bartolozzi: dopo le affermazioni sui giudici definiti “un plotone di esecuzione”, si è dimessa da Capo di Gabinetto, ma non è perseguibile poiché considerata nell’alveo del suo mandato.
- Andrea Delmastro: coinvolto in affari con l’imprenditore Caroccia, noto per la vicinanza alla famiglia criminale dei Senese.
Intanto, la Presidente appoggia incondizionatamente Trump, che fa decollare caccia da Sigonella verso bersagli iraniani. Si parla di 13.000 militari americani allertati nelle nostre basi. Sebbene siano accordi decennali legati al Piano Marshall, oggi la situazione è diversa: non si protegge l’Europa, si attiva una guerra globale senza motivazioni civili accettabili. Siria, Libano, Palestina e ora l’Iran sono sotto attacco da parte di chi muove Trump per interessi finanziari e bancari. Parallelamente, il Venezuela è nel mirino per il petrolio, mentre Cuba muore di fame al buio. È questo il sogno americano? I supereroi Marvel con la tutina colorata?
Zio Sam chiama e Giorgia corre. Ma al macello non va lei: ci vanno gli innocenti, i loro sogni e i loro risparmi. L’Iran non cederà e ha già iniziato attacchi massicci contro lo Stato sionista. Non sarà una guerra di nervi, ma di armi e morti. Sarà un affare per chi vive di business bellico, la “guerra santa” di chi, per compiacere il proprio Dio, sta sterminando mezzo mondo.
Non possiamo nemmeno sperare nel Vaticano. Trump e i suoi alleati hanno posizionato i propri uomini ai vertici, incluso il nuovo presidente dello IOR, François Pauly (ex CEO della banca Rothschild, perquisita per l’inchiesta Epstein). Tutto si tiene in una rete che puzza a chilometri di distanza. Trump è all’angolo: se non sostiene Israele, i file Epstein verranno svelati. Se sostiene la guerra, dovrà affrontare un dissenso interno sempre più forte, come dimostrano le recenti defezioni di funzionari e generali della difesa. Vedremo cosa combinerà l’amico di Giorgia nei prossimi giorni.
