COSA HO RACCOLTO SUGLI EPSTEIN FILES – I coinvolti, il capitolo Italia e alcune riflessioni
La questione degli Epstein Files ci è esplosa in faccia come un detonatore con effetti strani: in alcuni ha generato un disgusto completo, in altri una profonda destabilizzazione. Eppure, nel mainstream mediatico – soprattutto televisivo – l’eco è stata minima rispetto alla reale portata delle informazioni circolate. A parte La7 (testata parzialmente al di fuori di “TeleMeloni”) che ha dedicato un paio di approfondimenti la domenica sera, si è visto ben poco sulle altre emittenti.
A inizio 2026, il Dipartimento di Giustizia americano ha divulgato circa 3,5 milioni di file, oltre a migliaia di video e immagini. Una parte degli atti resta oggetto di contenzioso e di nuove richieste di desecretazione in tribunale, contenendo materiale estremamente sensibile.
Le informazioni più critiche, come al solito, si recuperano sul web. Instagram pullula di presunte verità e di scenari che associano sempre più gli atti estremi perpetrati da questo “club esclusivo” a fenomeni di satanismo, massoneria e alta finanza, pilotata – come emerge sempre più prepotentemente – da famiglie ebree, tra cui spiccano i Rothschild.
Il club non escludeva nessuno. Ecco i personaggi che mi hanno colpito maggiormente.
Da Hollywood all’Arte
Nella cricca di Hollywood compaiono nomi come Alec Baldwin, Kevin Spacey, Ralph Fiennes, Dustin Hoffman, Leonardo DiCaprio e Chris Tucker. Spicca Woody Allen, con oltre 7.500 citazioni, definito “pedofilo” dallo stesso fratello di Epstein in una mail in cui si parlava di un soggiorno congiunto.
Nel mondo dell’arte, emerge in primis Marina Abramović. La sua arte estrema – fatta di corpi, sangue e carne – che un tempo esprimeva una forte critica al patriarcato moderno, qui sembra quasi trasformarla in una perfetta “responsabile marketing” dello scempio fatto da queste persone sui corpi di donne e bambini. Va detto che in questo caso si è assistito ai primi fake: non appena sono emerse informazioni legate al cannibalismo, immagini della Abramović relative a suoi eventi (del tutto slegati da Epstein) sono state montate ad arte per sottolineare gli orrori (qui un fact-checking al riguardo).
La connessione più significativa e documentata resta però quella con Leon Black, ex presidente del MoMA di New York e uno dei principali collezionisti al mondo. I file confermano che Epstein, tra il 2012 e il 2017, fu pagato 158 milioni di dollari da Black per “consulenze finanziarie e fiscali”, un ruolo che portò alle dimissioni di Black da Apollo Global Management nel 2021.
Economia e Potere
Nel mondo intellettuale ed economico il nome che stride di più è quello di Noam Chomsky. Linguista, filosofo e uno dei più radicali critici americani del neoliberismo e dell’imperialismo statunitense, venerato in tutto il mondo: nonostante le sue teorie anticapitaliste, frequentava da anni i circoli di Epstein.
Di recente anche l’economista Lawrence Summers, ex rettore dell’Università di Harvard, ha annunciato che lascerà il suo incarico proprio a causa del legame mantenuto con Epstein, proseguito anche dopo la condanna di quest’ultimo nel 2008.
Poi c’è Bill Gates, il “principe del tutto” (in una lista lunghissima di ricchi imprenditori viziosi). E di nuovo Elon Musk che, sebbene neghi ogni conoscenza e coinvolgimento, è smentito da molteplici ed espliciti messaggi e mail che parlano di suoi soggiorni sull’isola maledetta (approfondimento video qui).
Il Capitolo Italia: La politica
Dedicando spazio all’Italia, il nome di Matteo Salvini compare 89 volte nei file. La sua presenza riguarda i finanziamenti USA a favore del leader leghista, menzionati chiaramente da Steve Bannon (ex consulente strategico di Trump), che in Italia aveva tentato – senza successo – di aprire un’organizzazione di ispirazione sovranista.
Nei dialoghi tra i due si ipotizzava una vittoria di Salvini alle elezioni europee del 2019, con l’intenzione di raccogliere finanziamenti elettorali per lui e per Marine Le Pen in Francia. Bannon auspicava una presenza della destra al governo italiano e avrebbe fornito denaro per far cadere il governo gialloverde (in carica da un anno e mezzo) e proporre una candidatura di Salvini per un nuovo governo a marchio Lega.
Qualcosa deve essere andato storto e la mossa di Salvini non si è concretizzata. Nel dicembre 2018 Bannon diceva a Epstein che avrebbero avuto il 60% del Parlamento Europeo; la settimana dopo Salvini invoca nuove elezioni e Bannon commenta: “Possiamo gestire tutto da qui”. O Bannon aveva capacità divinatorie, o Salvini partecipava ed era “burattinato” ad hoc come parte del progetto del sovranismo internazionale.
Bannon, interrogato, tace. Meloni e la sua cerchia dicono che sono tutte bugie, ma lo fanno ufficiosamente, senza smentire davanti al Parlamento nonostante i solleciti dell’opposizione. In un Paese sensato, un vicepremier in questa situazione avrebbe già dato le dimissioni.
(Ascoltate cosa diceva Bannon nel marzo 2019 sul suo “amico” del Carroccio).
Dal piano Marshall ad oggi, gli USA sono sempre stati attenti a controllare la politica italiana affinché non virasse a sinistra. Questo scandalo ci permette di incrociare dati attuali con informazioni storiche (spesso riesumate dagli archivi RAI). Nel 1983, ad Amburgo, in un’intervista di Enzo Biagi all’ex agente della CIA Philip Agee, emersero le ingerenze USA nel pilotare le elezioni italiane:
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1948: Truman stanzia 10 milioni di dollari.
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Nei 20 anni successivi: 50.000 milioni in favore della DC.
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1972: Altri 10 milioni, di cui 800mila all’MSI.
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1976: Ford stanzia 6 milioni.
Il Capitolo Italia: Il jet-set
Passando ai VIP di casa nostra, spicca il faccendiere Flavio Briatore.
Nei file compaiono scambi di email tra lui ed Epstein, che nel 2010 lo definiva il suo “Italian friend”. Le comunicazioni includono discussioni su un possibile incontro a New York, vendite immobiliari e possibili soggiorni di Epstein in Sardegna (con visite al Billionaire di Porto Cervo). Il numero di Briatore era cerchiato nell’agenda di Epstein, segnale che il maggiordomo interpretava come “contatto rilevante”.
Briatore ha negato il coinvolgimento, affermando che Epstein non è mai stato nel suo locale, pur ammettendo di aver conosciuto Ghislaine Maxwell (compagna di Epstein e presunta “reclutatrice di minorenni”) e di aver incontrato Epstein per “pubbliche relazioni”. In realtà gli scambi di messaggi sono fitti. Per approfondire questa rete di personaggi patinati e marciume morale, vi consiglio caldamente questo reel di Daniela Ranieri (Il Fatto Quotidiano). Dura 17 minuti ma vale la pena: (Video Daniela Ranieri).
Spunta anche Lapo Elkann (nipote di casa Agnelli), che Epstein definisce “un ragazzo intelligente”. Si parla di conversazioni su donne, cene, incontri, ville in Francia usate come ispirazione per ristrutturazioni. Stessa dinamica con Edoardo Umberto Teodorani Fabbri (figlio di Susanna Agnelli), che chiama Epstein “Maestro, Master”, parla di una bambina “con belle caviglie” e gli scrive per aspettare la bambina e la sua amica. Insomma: donne, commenti sessuali, case favolose e soldi. Tantissimi soldi. È compreso anche il nome di Tancredi Marchiolo, citato 1000 volte nei file.
Giù la maschera
Tutte queste informazioni, nella loro cruda verità, servono a togliere la maschera a situazioni che abbiamo vissuto con troppa ingenuità. Vite patinate, case da sogno, barche di lusso: un mondo che fa sognare chi gira in Panda e fatica a pagare il mutuo. Persone “arrivate”, in un mondo alla Wolf of Wall Street che un po’ faceva storcere il naso, ma in fondo attraeva.
Ora la cortina è aperta e si vede uno squallore indicibile. Non solo truffe ed evasione fiscale, ma traffico di esseri umani, bambine violate, bambini abusati, uccisi e, a quanto emerge dai racconti più macabri, persino mangiati (cito testualmente dai file: “un bambino che aveva un sapore simile al formaggio fresco”).
Non sto dicendo che tutti i personaggi citati facessero queste cose – essere nei file non significa per forza essere indagati per i crimini peggiori – ma fluttuavano tutti in questo mondo parallelo.
Giù la maschera a questa merda che ha riempito i programmi TV e ipnotizzato intere fasce di popolazione. Cosa c’è dietro? Merda, e la puzza arriva forte. Non possiamo smettere di guardare questo schifo: è una forma di voyeurismo che attrae e ripugna. Ricordate la celebre poesia di Baudelaire, “Una Carogna”? Vi invito a leggerla qui, perché spiega questo moto incontrollabile che dobbiamo usare per risvegliarci dal torpore.
Le domande che restano
Se il problema si limitasse a qualche VIP, sarebbe solo drammatico. Il fatto è che Trump e la sua élite ebrea in questo momento sganciano bombe su Paesi che non li hanno mai minacciati, trucidano popolazioni, giustiziano leader mondiali… e intanto erano su quell’isola. Ora ci governano. Domani potrebbero decidere di mandare i miei figli a combattere con un fucile in mano.
Una domanda mi ronza in testa: Perché hanno permesso che queste informazioni venissero fuori proprio ora?
Trump e i suoi amici controllano i media; avrebbero potuto insabbiare tutto. Perché non l’hanno fatto?
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Questo sistema basato sul MALE vuole dimostrarci che siamo impotenti?
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Vuole normalizzare le cose più abominevoli che esistono?
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Vuole dimostrare che l’azione narcotizzante sui nostri cervelli ha funzionato, e che per paura di perdere la Panda e Sky TV nessuno farà niente a parte sussurrare “che schifo”?
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Vuole diffondere paura e disagio, portandoci alla brutalizzazione verso nemici immaginari ma vicini a noi (come la caccia all’untore nei Promessi Sposi)?
Ognuno avrà le sue risposte, ma il dibattito è fondamentale.
I contenuti linkati ve li consiglio: sono spunti che possono rianimarci. Dobbiamo stare svegli per non farci più prevaricare dalle minchiate che continuano a farci bere.
Alla prossima puntata, dove proverò a parlare delle bambine e della fase esoterico-satanista di questi assurdi riti.
