Potreste avere pareri discordanti relativamente al modo che ha Corrado Formigli di fare giornalismo, ma credo che nell’ultima puntata di Piazza Pulita il suo intervento sia stato encomiabile, quello che ci si aspetta da chi vuole veramente fare giornalismo e non soltanto essere un galoppino o ripetitore asettico di palazzo. Il giornalismo che chiede conto a chi è al potere, che ne mette a nudo le criticità perché è giusto che siano smascherate e che mette il potere e chi lo esercita davanti alle sue responsabilità e contraddizioni.

Così Formigli ha iniziato con un editoriale crudo e duro, senza fronzoli. Ha chiesto conto dell’atteggiamento relativamente all’invasione del Venezuela, all’asservimento a Trump, al totale disprezzo di quanto avviene a Gaza al sovranismo e all’innumerevole serie di doppi standard che quotidianamente dobbiamo osservare. Un editoriale che, come un grimaldello, ha smontato ogni costrutto narrativo tenuto insieme finora. Un editoriale che va riproposto, parola per parola.

Visto che siamo in Italia e chi ci rappresenta nel mondo e ai tavoli più importanti è la nostra Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, vorrei cominciare con una domanda a lei.
Abbiamo ascoltato il Presidente francese Emmanuel Macron dire chiaramente che c’è un allontanamento dell’America dal diritto internazionale, da un’alleanza storica.
Allora, presidente Meloni, la Francia ci ha detto da che parte sta.
Ci può dire anche lei, invece, da che parte sta l’Italia da quando lei governa?
Glielo chiedo perché, insomma, in Europa anche il Presidente Sanchez, che è il principale avversario del suo amico fraterno Abascal, il post-franchista di Vox, ha detto che Trump ha commesso una grave violazione del diritto internazionale con il golpe a Caracas.
Altri leader europei, per la verità, hanno nicchiato per paura della reazione di Trump.
Lei, però, ha veramente voluto esagerare: lei ha addirittura applaudito il golpe in Venezuela degli Stati Uniti, definendo legittima l’azione in quanto autodifesa nei confronti dei narcos venezuelani.
Peccato che poi è stata smentita proprio da Trump, che nelle ore successive alle sue dichiarazioni si è completamente dimenticato sia della transizione democratica sia dei narcotrafficanti e ha detto che quello che ci interessa è prenderci il petrolio.
Lei, Presidente Meloni, si definisce sovranista. La sua carriera politica si è basata sull’esaltazione delle patrie, sulla sacralità dei confini, sul richiamo ossessivo al rischio di ingerenze straniere. Allora stasera le chiedo: per chi valgono questi confini inviolabili?
Per chi vale questo divieto di ingerenze straniere?
Non per il Venezuela, evidentemente, perché lei ha ritenuto legittimo questo golpe.
Non per la Palestina, evidentemente, che sia a Gaza che in Cisgiordania vede da anni occupazioni, violazioni di confini che sono stabiliti dal diritto internazionale.
Sono invece inviolabili i confini della Groenlandia, perché lei almeno, a quanto pare, ha sottoscritto un documento in cui dice che la Groenlandia è del Regno di Danimarca e quindi i suoi confini sono inviolabili, così come sono inviolabili almeno finora i confini dell’Ucraina.
Non pensa, Presidente Meloni, che essere sovranisti e difensori del diritto internazionale a giorni alterni, così come applaudire l’arresto di qualche dittatore e fare invece accordi molto proficui con altri dittatori, penso per esempio a quelli dell’Algeria, della Libia, dell’Egitto, della Tunisia, sia segno non solo di ipocrisia, ma anche di una disarmante debolezza?
Il golpe in Venezuela, le minacce all’Europa, il piano per occupare la Groenlandia, gli ultimi deliri trumpiani sul Nobel e la Nato impongono una scelta, cara Presidente del Consiglio.
Lei da che parte sta? Sta dalla parte di Trump o sta dalla parte dell’Europa?
Sta col diritto internazionale o sta con il diritto del più forte?
Glielo chiedo perché non molti anni fa, era il 2018 e lei era l’opposizione, parlava così: “Noi siamo un movimento di patrioti. E in quanto tali non siamo mai stati né filo americani né filo russi, non abbiamo fatto le ragazze pon pon di Trump, di Putin, della Merkel, di Macron, di nessuno. Allora penso che l’Italia oggi debba scegliere se difendere il diritto internazionale e quindi dire no alle azioni militari unilaterali, oppure stabilire che vige la legge più forte, dove il diritto internazionale lo stabilisce chi ha la maggiore capacità militare”.
Come si cambia, cara Presidente Meloni, come si cambia”.

Ecco quanto. E se qualcuno di voi dovesse ravisare in questo della propaganda, forse è meglio che rifletta: questa è cronaca. Se la si recepisce come un “attacco” è solo perché si è in smaccata malafede e non si sa rispondere in modo chiaro ad una domanda politica. Una domanda cospicua, solida, fatta di parole pesanti che, al momento, non hanno ricevuto risposte se non balbettii e svincolamenti perniciosi.

Qui il video dell’editoriale:

https://www.la7.it/piazzapulita/video/venezuela-formigli-si-rivolge-a-giorgia-meloni-da-che-parte-sta-litalia-08-01-2026-627294

 

Foto dell’articolo: © ImagoEconomica/Fnsi