Visualizza questo post su Instagram
Un titolo, un aggettivo, una fotografia: ogni scelta orienta il nostro cervello prima ancora che ce ne accorgiamo. In neuroscienze questo processo si chiama Framing effect: il contesto con cui una notizia viene raccontata attiva precise reti emotive e cognitive modellando la percezione della realtà. Un titolo, un aggettivo, una fotografia: ogni scelta orienta il nostro cervello prima ancora che ce ne accorgiamo. In neuroscienze questo processo si chiama Framing effect: il contesto con cui una notizia viene raccontata attiva precise reti emotive e cognitive modellando la percezione della realtà.
“Emergenza” ci mette in allerta, “flussi” ci porta a ragionare. Una folla indistinta suscita paura, un volto singolo apre all’empatia.
I fatti restano uguali, ma la loro narrazione cambia la nostra reazione.
E se non impariamo a riconoscere questi meccanismi diventiamo spettatori manipolabili invece che cittadini consapevoli.
Tu, quando ti sei accort*che le parole hanno cambiato il tuo modo di leggere un fatto?
Questa è la riflessione di Simona Ruffino.
